Il Governo vara il decreto PA. Scuola, Giustizia e molto altro tra le novità.
È in vigore dall’8 agosto scorso il cosiddetto decreto PA 2026. Si tratta del decreto legge n. 144 del 7/8/2026 pubblicato in pari data sulla Gazzetta Ufficiale n. 182. Il contenuto riguarda principalmente il pubblico impiego ma le novità che il decreto apporta sono molteplici e, come spesso si dice in questi casi, sono oggetto di disposizioni urgenti per la funzionalità della Pubblica Amministrazione. Cogliamone le più interessanti.
Come ad esempio le regole sulle ferie dei dipendenti pubblici. E la monetizzazione di queste che, con la normativa del 2012, era in pratica vietata. In nessun caso infatti le ferie non godute potevano essere retribuite. L’attuale decreto stabilisce invece che questo possa avvenire, ma solo in occasione di cessazione del rapporto lavorativo, in concomitanza con specifiche condizioni. Dapprima il lavoratore riceve un invito formale a godere delle ferie. E, in tempo utile, l’amministrazione deve informarlo che, se questo non avvenisse, non ci sarebbe alcun rimborso in merito. Le ferie dunque andrebbero perse. Ma, attenzione. Perché la prova della consapevole rinuncia del dipendente è a carico del datore di lavoro. Le nuove norme figurano nell’art. 1 del decreto, dove è detto che l’oggetto della nuova norma saranno le ferie che matureranno a partire dal giorno in cui il Parlamento lo convertirà in legge. Come è noto ogni dl deve essere convertito dall’Organo Legislativo entro 60 gg oltre i quali la norma perderebbe ogni efficacia, anche per il periodo trascorso dalla sua approvazione. Come è riportato all’art. 77 della Costituzione.
All’articolo 5 del decreto ci sono novità che riguardano gli insegnanti, quando questi sono al primo anno di immissione in ruolo a tempo indeterminato o in caso di passaggio di ruolo. Alla fine del periodo di prova, il docente che superi il test finale con valutazione positiva da parte della commissione è confermato in ruolo presso lo stesso Istituto dove ha svolto l’anno di prova. Altra novità importante è l’eliminazione della cancellazione automatica dalle graduatorie dei concorsi ordinari per i docenti che superano l’anno di prova. Rimane invece la cancellazione dalle graduatorie concorsuali, da quelle ad esaurimento e anche da quelle di istituto.
Ci sono poi disposizioni che riguardano il Ministero della Giustizia, nello specifico i lavoratori precari. È possibile una proroga di tre mesi sui contratti a tempo determinato, quelli previsti dal dl n. 80/2021. Sarà lo stesso Dicastero a definire, entro 15 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, i criteri coi quali si individueranno non più di 1600 dipendenti che, alla data del prossimo 30 settembre, siano in servizio da meno di 36 mesi. Costo dell’operazione, poco meno di venti milioni di euro.
Destinataria di novità anche la Polizia Locale. Fino alla fine del 2028, il periodo di utilizzo delle graduatorie concorsuali passa da tre a quattro anni. E dunque il decreto PA modifica, almeno temporaneamente, i termini previsti dal Testo Unico degli Enti Locali. Il comma 4 dell’art. 91 del TUEL stabilisce infatti in tre anni l’efficacia delle graduatorie dei concorsi degli enti locali.

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