La missione di IT-Wallet. Il portafoglio digitale diventa una vera piattaforma di servizi
Con la pubblicazione in G.U. del decreto attuativo, IT-Wallet, il portafoglio digitale integrato nell’app IO, entra in una fase decisamente nuova e impegnativa, insieme. Da settembre sarà infatti possibile, in maniera graduale, caricare nuovi documenti e ricevere attestazioni dalla Pubblica Amministrazione. Tra quelli al momento consultabili ricordiamo la patente di guida, la tessera sanitaria e la Carta europea della disabilità. Tra le novità, invece, c’è quella della certificazione ISEE (l’indicatore economico per ottenere agevolazioni curato dall’Inps). Non solo, sono previste altre informazioni che possono riguardare il titolo di studio posseduto, i certificati della scuola, le iscrizioni scolastiche e anche le attestazioni accademiche. E ancora, andranno a confluirvi le informazioni tipiche dei classici certificati, quelli che più da vicino hanno a che fare con gli enti pubblici. Il certificato di residenza pare il più accreditato tra le “scartoffie” ma vi troveremo anche quello riguardante l’iscrizione nelle liste elettorali, comprese le informazioni circa il godimento dei diritti politici. Ne potremo ricavare perfino informazioni riguardanti il raggiungimento di specifiche soglie di età. La maggiore età, per esempio, o gli ultrasettantenni. Attestati insomma utili per agevolazioni e riconoscimenti. Ovviamente affinché il tutto, se pure gradualmente, possa realizzarsi c’è bisogno delle fonti cui attingere. A tal proposito il decreto d’attuazione introduce il concetto fondamentale della fonte autentica. Tradotto, significa palesemente che bisogna risalire al documento originale, quello cartaceo. E qui, dunque, per la digitalizzazione (in senso stretto) e per la successiva condivisione col cittadino, e non solo, diventa imprescindibile che i vari enti pubblici, compreso quelli locali, rendano disponibile, per la nascente piattaforma, ogni tipo di informazione verificata, divenendone essi stessi appunto fonte autentica.
Da qui la condivisione, che permetterebbe a un altro ente la acquisizione del certificato/informazione, agevolando alla fine il cittadino, finalmente esonerato da continue e a volte inutili richieste ed esibizioni in merito. C’è una data prevista in decreto, quella del 3 agosto 2027, entro la quale diventa obbligatoria l’adesione come fonte autentica per le amministrazioni pubbliche, i gestori di pubblici servizi e le società a controllo pubblico (ma non quelle quotate in Borsa). Per i soggetti privati invece non è previsto alcun obbligo, ma questi possono aderire già da ora. Dietro le quinte, per la buona riuscita del progetto, lavora l’Istituto Poligrafico dello Stato unitamente alla piattaforma pagoPA. Al rilascio degli attestati elettronici (che forniscono i dati per l’identificazione personale) è deputato proprio il Poligrafico. Naturalmente solo dopo che ci si è autenticati tramite CIE, la Carta di Identità Elettronica. E a proposito di quest’ultima, è facile dedurre che essa avrà un ruolo sempre più centrale per l’accesso alle particolari e delicate funzionalità di cui parliamo. Non a caso, dal 3 febbraio 2028, l’identità personale la si potrà verificare anche attraverso la versione fisica della CIE, bypassando dunque l’uso obbligatorio della app relativa, attualmente obbligatorio. In conclusione, è questo un po’ il nocciolo della questione, possiamo affermare che IT-Wallet non debba considerarsi solo la versione digitale del portafoglio fisico, piuttosto esso appare come una vera e propria infrastruttura, idonea a gestire le credenziali del cittadino utente, certificandone le proprie informazioni personali. Ora, in pratica, non ci resta che attendere il rodaggio di una macchina che, per forza di cose, potrebbe apparire complessa. Si tratta, in effetti, di collegare al sistema le fonti autentiche cui si accennava.

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