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NASpI 2026: requisiti, importo, durata e come fare domanda all’INPS

Paolo Ferri 30 Aprile 2026
Guida completa NASpI 2026: requisiti, importo e domanda INPS

La NASpI 2026 è l'indennità mensile di disoccupazione erogata dall'INPS ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro.

Hai appena perso il lavoro e non sai da dove cominciare. La prima cosa da sapere è che, se eri un lavoratore dipendente e la cessazione del rapporto non dipende dalla tua volontà, hai diritto alla NASpI — la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego gestita dall’INPS. Si tratta dell’indennità mensile di disoccupazione che può sostenerti economicamente mentre cerchi una nuova occupazione. Completato il licenziamento e procedura di cessazione del rapporto, il passo successivo è capire cosa ti spetta e come ottenerlo. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere sulla NASpI 2026: i requisiti per accedere, come si calcola l’importo, quanto dura e come presentare la domanda online.

NASpI 2026: cos’è e come funziona in sintesi

La NASpI è l’indennità mensile di disoccupazione per i lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. Nel 2026 l’importo massimo è di €1.584,70 lordi al mese. Dura al massimo 24 mesi e si calcola in base alla retribuzione media degli ultimi quattro anni. La domanda va presentata all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto.

Lavoratore italiano consulta la procedura di domanda NASpI 2026 sul portale INPS
La NASpI è l’indennità mensile di disoccupazione gestita dall’INPS per i lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro.

Che cos’è la NASpI e chi può richiederla

La NASpI è l’indennità mensile di disoccupazione introdotta dal D.Lgs. 22/2015 (Jobs Act) per sostenere i lavoratori dipendenti che perdono involontariamente l’occupazione. Sostituisce le vecchie indennità di disoccupazione ASpI e mini-ASpI ed è finanziata attraverso i contributi previdenziali versati durante il rapporto di lavoro.

Lavoratori inclusi e categorie escluse

Hanno diritto alla NASpI tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, inclusi apprendisti, soci lavoratori di cooperative e dipendenti a tempo determinato. Sono invece esclusi i lavoratori agricoli a tempo determinato (cui si applica la disoccupazione agricola), i dipendenti pubblici a tempo indeterminato, e chi ha raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata.

I tre requisiti fondamentali per accedere nel 2026

Per ottenere la NASpI nel 2026 devi soddisfare contemporaneamente tre condizioni:

  1. Stato di disoccupazione involontaria: licenziamento, scadenza di contratto a termine, risoluzione consensuale in sede protetta, o dimissioni per giusta causa.
  2. Tredici settimane di contributi nei quattro anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.
  3. Trenta giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.

Quanto spetta: come si calcola l’importo NASpI 2026

La formula di calcolo e i due scaglioni INPS

L’importo della NASpI si calcola sulla base della tua retribuzione media mensile imponibile degli ultimi quattro anni, inclusi i periodi non coperti da contribuzione. Il calcolo segue due scaglioni: se la retribuzione media è pari o inferiore a €1.456,72, l’indennità corrisponde al 75% di tale importo; se la supera, si applica il 75% sulla soglia fissa più il 25% sulla parte eccedente.

Retribuzione media mensile Formula NASpI Esempio pratico
Fino a €1.456,72 75% della retribuzione media Stipendio medio €1.200 → NASpI €900/mese
Oltre €1.456,72 75% di €1.456,72 + 25% dell’eccedente Stipendio medio €1.800 → NASpI €1.178,36/mese
Massimale assoluto — €1.584,70 lordi/mese (2026)

Il massimale 2026 e la rivalutazione ISTAT

Per il 2026, l’INPS ha fissato il massimale NASpI a €1.584,70 lordi al mese, aggiornato con la Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026 in applicazione della rivalutazione ISTAT +1,4% rispetto all’anno precedente. Indipendentemente dal tuo stipendio, non potrai mai percepire un importo superiore a questa soglia. Ricorda che la NASpI è soggetta a tassazione IRPEF: l’importo netto che ricevi mensilmente dipenderà dalla tua aliquota fiscale.

Il decalage: quando e quanto si riduce l’indennità

La NASpI non rimane costante per tutta la sua durata. A partire dal sesto mese di fruizione, l’indennità si riduce del 3% ogni mese. In pratica: se il tuo importo iniziale è €1.000, al sesto mese scende a €970, al settimo a €940,90, e così via progressivamente. Questo meccanismo, chiamato decalage, è pensato per incentivare la ricerca attiva di lavoro. Esiste tuttavia un’eccezione importante: se hai più di 55 anni, il decalage scatta soltanto dall’ottavo mese, concedendoti due mesi aggiuntivi all’importo pieno.

Quanto dura la NASpI 2026

La regola delle settimane contributive

La durata della tua NASpI dipende direttamente dal numero di settimane di contribuzione versate negli ultimi quattro anni. La regola è semplice: ricevi una settimana di indennità ogni due settimane di contributi. In termini pratici, se hai lavorato e contribuito per due anni continuativi, avrai diritto a un anno di NASpI; se hai quattro anni di contribuzione, raggiungi il tetto massimo di due anni di indennità. Più a lungo hai lavorato nel quadriennio precedente, più lunga sarà la tua copertura.

Il tetto massimo di 24 mesi e il principio di non ripetizione

La NASpI non può mai superare i 24 mesi complessivi, indipendentemente dai contributi accumulati. C’è inoltre un principio fondamentale da tenere presente: l’INPS conta soltanto i contributi non già utilizzati per una precedente NASpI. Questo significa che le settimane di contribuzione che ti hanno già garantito un’indennità in passato non vengono conteggiate di nuovo. Allo stesso modo, i contributi figurativi maturati durante un precedente periodo di NASpI — quelli accreditati automaticamente dall’INPS mentre percepivi l’indennità — sono anch’essi esclusi dal calcolo. Solo i contributi “freschi”, derivanti da effettiva attività lavorativa, determinano la durata della nuova prestazione.

Come fare domanda NASpI all’INPS nel 2026

Entro quando presentare la domanda (i 68 giorni)

Hai 68 giorni di tempo dalla cessazione del rapporto di lavoro per presentare la domanda NASpI. La data in cui invii la richiesta determina però quando inizia a decorrere l’indennità: non esiste rimborso retroattivo per i giorni persi. C’è inoltre una regola parallela da conoscere: se il tuo datore di lavoro non ha ancora comunicato ufficialmente la fine del rapporto all’INPS, hai 8 giorni dalla comunicazione di cessazione per dichiarare il tuo stato di disoccupazione. In ogni caso, il termine assoluto rimane 68 giorni dalla data effettiva di cessazione.

Come presentare la domanda online step by step

  1. Accedi alla pagina ufficiale NASpI sul sito INPS utilizzando le tue credenziali SPID (livello 2), CIE 3.0 o CNS.
  2. Seleziona il servizio “NASpI — Indennità mensile di disoccupazione” e clicca su “Invia domanda”.
  3. Compila il modulo inserendo i dati del tuo ultimo rapporto di lavoro, la causale di cessazione e le coordinate bancarie per l’accredito.
  4. Indica le tue preferenze per il pagamento (accredito su conto corrente o libretto postale).
  5. Registrati al portale SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa) contestualmente alla domanda.
  6. Entro 15 giorni dall’invio della domanda, sottoscrivi il Patto di Servizio Personalizzato presso il tuo Centro per l’Impiego di riferimento.
Timeline dei termini per la presentazione della domanda NASpI 2026 all'INPS
La domanda NASpI va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro: prima la presenti, prima inizia il pagamento.

Quando inizia il pagamento

Una volta inviata la domanda e verificati i requisiti, l’INPS accredita il primo pagamento entro 30-45 giorni. L’indennità decorre dal primo giorno successivo alla cessazione del rapporto, ma solo a partire dalla data di presentazione della domanda: ogni giorno di ritardo nell’invio corrisponde a un giorno di indennità perso. Per questo conviene presentare la domanda il prima possibile, anche prima che siano trascorsi i 68 giorni.

Le novità 2026: NASpI anticipata e stretta sulle dimissioni

NASpI anticipata in due rate: come funziona la riforma

La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha introdotto una modifica rilevante per chi vuole avviare un’attività imprenditoriale o lavorativa autonoma: la possibilità di richiedere la NASpI anticipata in capitale, ora erogata in due tranche anziché in un’unica soluzione. La prima rata corrisponde al 70% del totale spettante ed è liquidata subito dopo l’approvazione della domanda; la seconda rata, pari al restante 30%, viene erogata a condizione che tu non abbia ripreso un’occupazione dipendente né maturato il diritto a una pensione diretta. La domanda per la liquidazione anticipata deve essere presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma o imprenditoriale.

La stretta sulle dimissioni volontarie: il requisito aggiuntivo

Dal 2026 chi si è dimesso volontariamente — senza giusta causa — nei 12 mesi precedenti la nuova cessazione del rapporto deve soddisfare un requisito contributivo aggiuntivo: 13 settimane di contributi versati nel nuovo impiego prima di poter accedere alla NASpI. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa, che restano equiparate al licenziamento a tutti gli effetti. È considerata dimissione volontaria anche l’assenza ingiustificata protratta per oltre 15 giorni consecutivi, che determina la risoluzione del rapporto per abbandono del posto di lavoro.

NASpI e lavoro: compatibilità, sospensione e decadenza

Lavorare mentre si percepisce la NASpI: i limiti di reddito

Percepire la NASpI non ti impedisce di lavorare, ma esistono soglie di reddito da rispettare. Se intraprendi un’attività di lavoro dipendente, puoi cumulare NASpI e reddito fino a €8.500 annui lordi; superata questa soglia, l’indennità decade. Per il lavoro autonomo o con partita IVA, il limite scende a €5.500 annui. In entrambi i casi sei obbligato a comunicare all’INPS l’avvio dell’attività entro 30 giorni tramite il modello NASpI-COM, pena la decadenza immediata dal beneficio.

Quando la NASpI si sospende e quando decade

È fondamentale distinguere due situazioni diverse. La sospensione è temporanea: se stipuli un contratto a tempo determinato di durata inferiore a 6 mesi, la NASpI si interrompe per quel periodo e riprende automaticamente alla scadenza del contratto. La decadenza è invece definitiva: perdi il diritto alla NASpI e devi ricominciare da zero l’accumulo dei requisiti. Scatta in caso di superamento delle soglie reddituali, rifiuto di un’offerta di lavoro congrua, o mancata partecipazione alle iniziative di politica attiva del lavoro.

Domande frequenti sulla NASpI 2026

Le dimissioni volontarie danno diritto alla NASpI?

In generale no: le dimissioni volontarie escludono dal diritto alla NASpI. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa, che sono equiparate al licenziamento, e i casi di risoluzione consensuale in sede protetta.

Quanto tempo ci vuole per ricevere il primo pagamento NASpI?

L’INPS accredita il primo pagamento entro 30-45 giorni dalla presentazione della domanda. Prima invii la domanda, prima inizia a decorrere l’indennità: non esistono pagamenti retroattivi per i giorni di ritardo.

La NASpI è soggetta a tassazione IRPEF?

Sì, la NASpI è imponibile ai fini IRPEF. L’INPS applica una ritenuta fiscale direttamente sull’importo erogato, quindi quello che ricevi è già al netto delle imposte.

Posso aprire la partita IVA e continuare a percepire la NASpI?

Sì, ma devi comunicarlo all’INPS entro 30 giorni tramite il modello NASpI-COM. La NASpI si riduce in proporzione al reddito prodotto e decade se superi i €5.500 annui lordi.

Cosa succede se mi ammalo mentre percepisco la NASpI?

La malattia non fa decadere la NASpI. L’indennità continua ad essere erogata normalmente, a condizione che tu comunichi tempestivamente lo stato di malattia all’INPS tramite il certificato medico telematico.

Paolo Ferri
Paolo Ferri

Segue i temi legati al lavoro, alle imprese e alle dinamiche economiche. Scrive di contratti, incentivi e trasformazioni del mercato produttivo, osservando l’impatto delle regole sulla vita professionale.

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