Contributo 2026 agli studenti che hanno frequentato la scuola paritaria. Pro-memoria per i genitori
C’è tempo fino al 21 settembre per presentare la domanda relativa al Bonus Scuole Paritarie 2026. La misura, per la quale sono stati stanziati venti milioni di euro, fa parte della legge n. 199 del 30/12/2025 (meglio nota come Legge di Bilancio) avente per oggetto l’esercizio finanziario del 2026.
Chi riguarda: ne sono destinatarie le famiglie (di determinate fasce sociali) che hanno sostenuto per uno o più figli, nell’anno scolastico 2025/2026, le spese di iscrizione e di frequenza a una scuola paritaria secondaria di primo grado oppure al primo biennio di una paritaria secondaria di II grado.
Tre diversi scaglioni: l’importo massimo erogabile per studente è pari a 1500 euro e il valore dell’ISEE non deve superare i 30.000 euro. Per meglio definire il contributo, sono state previste tre diverse condizioni:
1) quando il valore ISEE non supera i 10000 euro, il contributo va da 600 a 1500 euro;
2) se l’ISEE è compreso tra 10000 e 20000 euro si va da 400 a 1300 euro;
3) con una certificazione da 20 a 30000 euro il contributo è compreso tra 200 e 1000 euro.
Come (e a chi) rivolgere l’istanza: la domanda va presentata esclusivamente on line sulla piattaforma ministeriale UNICA, attraverso il servizio denominato “Contributo alle famiglie per l’istruzione nelle scuole paritarie – A.S. 2025/2026”. Ricordiamo che al sito si accede solo tramite SPID o con CIE (la Carta d’Identità Elettronica).
La verifica dei requisiti: prima di procedere con l’invio della domanda, il sistema verificherà il possesso dei requisiti consultando, in tempo reale, sia il database dell’INPS (per la congruità dell’indice ISEE) sia il Sistema Informativo Dell’Istruzione (SIDI) dal quale ottenere riscontro sulla regolare frequenza dello studente alla Scuola prevista per l’agevolazione. Sempre in fase preliminare, il sistema consulterà l’Anagrafe Nazionale Popolazione Residente (ANPR) per controllare che lo studente faccia parte della famiglia richiedente. Si ricorda che la certificazione ISEE deve essere in corso di validità e priva di anomalie rispetto a quanto dichiarato. In caso contrario, per evitare di precludere il buon esito dell’istanza, sarà possibile presentare una Dichiarazione Sostitutiva Unica entro gli stessi termini, sempre on line.
Gli importi spettanti: il Ministero chiarisce, tra l’altro, che il contributo di cui parliamo può essere cumulato con altre agevolazioni pubbliche. È il caso per esempio dei sussidi previsti dalle singole Regioni. Attenzione, però, al CMS (il Costo Medio per Studente). Ogni anno infatti il Dicastero trasteverino aggiorna il tetto massimo di spesa complessiva per studente. I valori stabiliti per quest’anno sono rispettivamente pari a 7161,37 euro per la scuola paritaria secondaria di primo grado e a 7852,29 euro per il primo biennio di quella di secondo grado. Ma in ogni caso non si cumulano le agevolazioni relative a più studenti quando questi fanno parte dello stesso nucleo familiare. Al contempo però è bene precisare che, se anche sussistessero i requisiti richiesti, non è automatico il riconoscimento del beneficio. Dalla stessa piattaforma UNICA, infatti, si evince che nell’assegnazione del bonus si seguirà un ordine inversamente proporzionale al valore dell’ISEE e dunque verranno considerati nel computo anche gli eventuali bonus regionali. Il tutto, come è ovvio che sia, tenendo conto del numero delle domande ricevute dal MIM.
Esito e accredito: la comunicazione dell’esito è prevista ufficialmente tramite e-mail. Ma la si può riscontrare pure sull’area riservata del sito. L’accredito dell’importo sarà invece canalizzato sull’IBAN comunicato.

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