Legge di bilancio 2027: le prime novità su Irpef, pensioni e bonus famiglie
Mancano ancora mesi alla scadenza naturale del confronto parlamentare, ma il cantiere della legge di bilancio 2027 è già aperto. Le prime bozze circolate tra i tavoli tecnici del governo indicano due direttrici principali: una revisione degli scaglioni Irpef che porterebbe l’aliquota del 33% a coprire i redditi fino a 60mila euro, e la conferma del bonus mamme, misura che negli ultimi cicli di bilancio ha rappresentato uno dei pilastri delle politiche familiari.
Si tratta, va precisato, di anticipazioni. Nulla di quanto circola in queste settimane ha ancora la forma di un testo normativo definitivo: il percorso che porta dalla Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza al testo depositato in Parlamento è lungo, e le cifre che oggi vengono discusse potrebbero cambiare più volte prima di dicembre. Ciò non toglie che le due misure principali meritino di essere analizzate con attenzione, perché toccano platee molto ampie di contribuenti.
Irpef 2027: cosa cambierebbe con l’aliquota al 33% fino a 60mila euro
Il sistema Irpef italiano è oggi organizzato su tre scaglioni, frutto della riforma già introdotta nei bilanci precedenti: 23% fino a 28mila euro, 35% tra 28mila e 50mila euro, 43% oltre i 50mila euro. L’ipotesi allo studio per il 2027 riguarderebbe l’introduzione di un’aliquota intermedia al 33% applicata a una fascia di reddito compresa, secondo le prime indicazioni, fino a 60mila euro.
L’effetto pratico, se la misura venisse confermata nella sua forma attuale, sarebbe una riduzione del carico fiscale per la fascia di contribuenti che oggi rientra nel secondo scaglione al 35% e per una parte di quelli che superano i 50mila euro annui, oggi tassati al 43%. Si tratta di una platea che comprende lavoratori dipendenti con stipendi medio-alti, professionisti e una parte consistente della classe media urbana. Non è ancora chiaro, però, quale sarà la copertura finanziaria individuata per sostenere il minor gettito, aspetto che nelle manovre degli ultimi anni ha spesso costituito il punto più delicato della trattativa tra ministeri e forze di maggioranza.
Va ricordato che ogni intervento sugli scaglioni Irpef ha un costo strutturale che si ripercuote sui bilanci pubblici per più anni consecutivi, non solo per l’esercizio in cui viene introdotto. Per questo le prime bozze di bilancio tendono a essere più ambiziose delle versioni che arrivano poi in Parlamento: la fase di confronto con la Ragioneria Generale dello Stato e con la Commissione Europea, chiamata a valutare la compatibilità delle misure con i vincoli di finanza pubblica, incide spesso in modo significativo sull’entità finale degli interventi.
Bonus mamme: verso la conferma nella manovra 2027
Il secondo capitolo delle anticipazioni riguarda il bonus mamme, misura di sostegno al reddito rivolta alle lavoratrici con figli, introdotta nei bilanci precedenti come esonero contributivo parziale. Le indicazioni raccolte finora parlano di una conferma della misura, senza che siano ancora stati resi noti eventuali ritocchi agli importi o ai requisiti di accesso.
La misura si inserisce in un quadro più ampio di strumenti a sostegno della natalità e del lavoro femminile che negli ultimi anni ha visto anche interventi collegati, come il bonus assunzioni INPS per le mamme con tre figli e gli under 35, pensato per incentivare le imprese ad assumere lavoratrici con carichi familiari più elevati. Chi segue il tema delle politiche familiari sa che la stabilità di queste misure, anno dopo anno, è tutt’altro che scontata: bonus introdotti come sperimentali sono stati talvolta prorogati, altre volte ridimensionati o assorbiti in strumenti più ampi.
Un discorso collegato riguarda l’assegno unico, che resta lo strumento principale di sostegno economico per le famiglie con figli a carico e che viene rivalutato periodicamente in base all’ISEE. Per chi vuole verificare gli importi aggiornati e le scadenze in vigore, può essere utile consultare la guida agli importi e agli scaglioni ISEE dell’assegno unico 2026, un punto di riferimento numerico che la prossima manovra potrebbe in parte aggiornare.
Pensioni: il capitolo ancora aperto della manovra 2027
Sul fronte previdenziale, le anticipazioni circolate finora sono più generiche rispetto a quelle su Irpef e bonus famiglie. Non sono stati resi noti dettagli definitivi su eventuali proroghe delle vie di accesso anticipato attualmente in vigore, né su possibili modifiche ai requisiti anagrafici e contributivi. Il tema resta comunque centrale in ogni legge di bilancio, perché coinvolge platee numericamente enormi e perché ogni intervento, anche minimo, produce effetti sulla spesa pubblica che si protraggono per decenni.
Chi vuole un quadro aggiornato delle regole attualmente in vigore, in attesa di conoscere le novità della manovra 2027, può fare riferimento alla panoramica sulle vie d’accesso alla pensione previste dalla legge di bilancio 2026, che resta il punto di partenza normativo su cui si innesteranno le eventuali modifiche del prossimo anno.
Il percorso parlamentare e i tempi da attendere
Il calendario tipico prevede che la Nota di Aggiornamento al DEF venga presentata entro fine settembre, seguita dalla trasmissione del disegno di legge di bilancio alle Camere entro il 20 ottobre. Da lì si apre la discussione parlamentare, che negli ultimi anni si è protratta fino a dicembre inoltrato, con il testo definitivo approvato spesso a ridosso della scadenza di fine anno.
Questo significa che le cifre e le soglie discusse oggi, il 33% fino a 60mila euro per l’Irpef, la conferma senza dettagli del bonus mamme, sono ipotesi di lavoro destinate a essere negoziate, modificate o in alcuni casi accantonate nelle settimane successive. La distanza tra le prime bozze estive e il testo che arriva in Gazzetta Ufficiale a dicembre è stata, negli ultimi bilanci, tutt’altro che trascurabile.
Resta un elemento che accomuna quasi ogni manovra degli ultimi anni: la tensione tra misure di ampio respiro annunciate in estate e le coperture finanziarie che, mese dopo mese, ridimensionano l’ambizione iniziale dei testi. Se questo schema si ripeterà anche per il 2027, o se il governo troverà margini più ampi del previsto, è una domanda che solo l’autunno parlamentare potrà sciogliere.

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